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il libro / narrativa  
ZITELLE E CORNUTI, di Antonio Ravi Monica

ZITELLE E CORNUTI
romanzo di Antonio Ravi Monica


ZONA 2006
pp. 154 - Euro 15
ISBN 88 89702 25 7

Morbosità, curiosità, ironia,
un esilarante compendio delle manie
e fobie della nostra povera società.


 
Le vicende di un paese immaginario - così simile alle nostre città - dove su tutti "governa" la Contessa Mugaci, nobildonna decaduta che vuol controllare e dirigere, dall'alto del suo palazzo, le vite altrui. Attorno a lei il mondo dei paesani: la storia d'amore tra due adolescenti, il mistero della gravidanza della vedova Bosco le elezioni a sindaco messe a rischio da un grosso scandalo.
Il ritratto burlesco di un luogo inventato ma non troppo, i cui protagonisti, se spogliati dello sguardo ironico dell'autore, potrebbero essere quelli delle nostre cronache quotidiane. Il romanzo - nato e scritto in viaggio, tra Svizzera e Italia, e a questo forse deve il suo ritmo serrato, la sua scorrevolezza - è frammentato in brevi capitoli, come se ognuno fosse una sequenza, una scena d'ispirazione quasi cinematografica.


Intervista ad Antonio Ravi Monica
di Emilia Foresta

Già il titolo preannuncia che le caratteristiche principali del romanzo sono l’ironia e l’umorismo. Ti sei divertito a scriverlo?
Mi sono divertito molto. La parte meno divertente arriva con le stesure successive, le ore e i giorni che impieghi a limarlo, modificarlo… In alcuni passaggi, a stravolgerlo...

Perché questo titolo, Zitelle e cornuti?
Per caso: mentre scrivevo il romanzo, un amico mi chiese di cosa trattasse, d’istinto gli risposi: di cornuti e di zitelle.

Si incontrano personaggi molto divertenti, tipo la contessa Mugaci, o modernamente epici come Marco. Ti sei ispirato a qualcuno?
La contessa, che trovo sia più inquietante che divertente, è un personaggio di pura fantasia. Anche Marco è inventato, esprime i sogni e le illusioni dell’adolescenza destinati all’annichilimento.

È in parte, o in qualche modo, autobiografico?
Per fortuna no. E neanche biografico. I fatti da cui ho preso spunto sono stati stravolti, a volte portati all’eccesso. Questo mi ha permesso di dare al romanzo un taglio umoristico e irreale.

Ma nello stesso tempo realistico. A volte mi sembra di leggere la storia di persone che conosco e ho conosciuto.
Certo, è anche realistico. Ci sono episodi che, se spogliati del tono burlesco da cui sono avvolti, potresti facilmente trovare nelle pagine di cronaca o nelle chiacchiere di paese.

Ho letto con trasporto la storia d’amore dei due ragazzi, che alla fine ne saranno stritolati. Nel paesino che descrivi, possono essere considerati le vittime della morbosa curiosità che vi regna?
Non lo so. Le chiavi di lettura sono molteplici e quella dell’autore non è migliore o peggiore di quella del lettore. Molti lettori mi hanno fatto scoprire aspetti dell’oppressiva contessa Mugaci che neanche sospettavo potesse avere quando la creavo.

Ci sono personaggi che preferisci ad altri?
Certamente. Neanche una madre ama i figli con la stessa intensità, perfino lei ha delle preferenze. Figuriamoci un imbrattacarte!

Come hai iniziato a scrivere questo romanzo?
Avevo iniziato una bozza, ma la nascita vera e propria di Zitelle e Cornuti è avvenuta in treno. Insegnavo a Zurigo e in altre città, trascorrevo diverse ore in treno a settimana. Il tempo passa molto più velocemente scrivendo che leggendo.

Il romanzo è molto scorrevole, anche se è frammentato in brevi e numerosi capitoli. E forse proprio per questo si lascia leggere con tanto piacere.
Ho scelto di frammentarlo in brevi capitoli per dare un’impronta cinematografica, come se ogni capitolo fosse una sequenza, una scena. Questo mi ha permesso di dare alla narrazione maggior ritmo e scorrevolezza.

Cosa ami leggere?
Di tutto, dai fumetti ai saggi, dalle barzellette ai classici.

Gli autori che preferisci?
Balzac e Dürrenmatt. Degli italiani, Sciascia.

E dei giorni nostri?
I giornalisti. I pamphlet di Massimo Fini, il Montanelli storico e l’ironia di Gian Antonio Stella nei suoi Tribù e Chic. Dei narratori in senso stretto: Camilleri.

I film che ti hanno legato alla poltrona?
I western di Sergio Leone, le commedie di Monicelli e di Billy Wilder, la trilogia del Padrino e tutto Scorsese.

 
 
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l'autore
Antonio Ravi Monica
Di origini siciliane, è nato in Svizzera nel 1973. Pubblicista, scrittore, sceneggiatore e umorista, laurea in filosofia alla Statale di Milano, insegna lingua e cultura italiana a Zurigo. Ha pubblicato numerosi racconti in antologie e riviste e realizzato cortometraggi e spettacoli teatrali. Zitelle e Cornuti è il suo primo romanzo
 
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