Competizione globale.
Crisi permanente.
Riassetti aziendali.
Come fa chi è cresciuto e vissuto all’insegna della vecchia, sana etica proletaria ad adeguarsi alla nuova dimensione che ci è piovuta addosso?
In una città di mare mai nominata – che potrebbe essere la Amburgo di Thomas Mann (Ballinstadt, il "porto dei sogni") o la Liverpool di Chris Bernard (e del suo film Lettera a Breznev), ma che in realtà è la nostra Livorno – quattro operai vengono licenziati a causa di un piano di riordino dell’area portuale. Le loro vite finiscono intrecciate, per strani dritti e rovesci del destino, a quelle di un pugile-campione e di un milionario russo.
Le contraddizioni però sono destinate a esplodere, due anni dopo, nel giorno
di un grande evento sportivo e mondano, vetrina eccellente per
il nuovo, spregiudicato turismo d’assalto.
Le conseguenze saranno devastanti.
Divertente, cinico, graffiante, Non è tempo di eroi è un cocktail beat-proletario, con incursioni nel pulp della nera italiana.
|
|