Io una poesia, tu mi paghi un'aranciata
Sulla scia di autori come Armitage, fenomeno europeo, o di autori ormai classici della poesia italiana come Penna e Gozzano, Batini con un linguaggio quotidiano, pop, semplice, ma sorvegliatissimo, con un tono sempre in bilico tra l'elegiaco e l'ironico, il nostalgico ed il caustico, il malinconico ed il cinico, riesce nell'impresa di avvicinare la poesia al nostro tempo.
... Eppure venderei la poesia
anche usata
a prezzi, s'intende, minori:
io una poesia
tu mi paghi un'aranciata
io un racconto
poi al ristorante,
paghi tu il conto.
Una forma di commercio nuova,
una monetizzazione:
la poesia-buono-pasto,
un acrostico-colazione...
Dalla presentazione di Enzo Brogi, consigliere regionale della Toscana, sul suo blog
«Il libro è l'originale proposta di scambio di Federico Batini. Federico è un insegnante, uno scrittore, un poeta, un creativo, uno che si occupa di narrazione, orientamento, formazione… E' una specie di disco volante a più motori… spazia fra mille attività, ma lo trovi anche sempre ben piantato a terra. Le sue poesie, infatti, non stanno sulle nuvole, ma nella vita quotidiana. Il suo è un gioco linguistico dal timbro malinconico, a tratti spietato, divertente. Un verseggiare che batte un ritmo. Mercoledì parleremo di questa piccola raccolta dal gusto ironico ma anche delicato. Certo, coinvolgere il pubblico nella lettura di poesie oggi non è facile. Oggi più spesso le poesie si ascoltano, attraverso le canzoni. Quelle di Federico, si possono anche leggere. Non voglio fare troppe anticipazioni… ma credo che sarà un'occasione particolare, leggeremo le poesie di Federico Batini con l'attore Francesco Botti. Federico ha promesso anche qualche ospite a sorpresa, non mancate all'incontro. Io ci sarò... e pagherò l'aranciata!».
ufficio stampa editrice ZONA >>>
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