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MACCHIE DI ROSSO. Bologna avanti e oltre il delitto Alinovi, di Luigi Bernardi

MACCHIE DI ROSSO
Bologna avanti e oltre il delitto Alinovi
di Luigi Bernardi

ZONA 2002
pp.128 - EURO 10
ISBN 88 87578 45 1

Collana 900 Storie
diretta da Carlo D'Amicis


 
Perché il "caso Alinovi" ha cambiato Bologna? Bernardi - studioso di crimini e giallista - sostiene che: ."L'omicidio di Francesca Alinovi è una vicenda semplice, come gran parte dei delitti. Però, come tutti gli episodi criminali, racconta anche un'altra storia, è fenomeno di qualcosa. (...) Poco meno di tre anni prima dell'omicidio, Bologna era stata scossa da ben altra deflagrazione, l'attentato alla stazione, la strage. Ne era rimasta tramortita, aveva allentato i riflessi, smorzato gli slanci, forse persino i desideri. In quell'atmosfera annebbiata, sia pure tesa, qualcuno aveva ingranato una marcia in più, si era messo ad avanzare a un ritmo che Bologna non aveva ancora imparato." Luigi Bernardi, scrittore noir ed esperto criminologo, a cavallo della sua bici gialla, ripercorre gli ultimi 20 anni di storia della sua città e ne racconta le vicende più inquietanti, sullo sfondo di una profonda trasformazione politica e sociale.

Teatro della storia è la Bologna che - trascorsi i Settanta, finito “il movimento” e morto Pierfrancesco Lo Russo - è rimasta duramente colpita dalla strage alla stazione del 2 agosto 1980: un evento che segnerà in modo inesorabile gli anni a venire, trasformando la dotta, ricca e gioviale capitale italiana del buon vivere, roccaforte della sinistra, in una città piegata dal dolore, che va perdendo memoria del suo passato, oggi “ringiovanita come per un patto demoniaco, pulita e imbellettata nelle sue proprietà private, sfiancata e sciupata in quelle pubbliche; il contrario di com’era allora”.

Bernardi cerca l’anima di questa Bologna - città del delitto, dei misteri, dei morti, diversa, laboratorio, smarrita, da raccontare: i titoli dei vari capitoli, dopo un prologo dal macellaio - a cavallo di una bicicletta gialla, per riandare ai luoghi della vicenda Alinovi e di molte altre vicende, anche sue. Perché quegli anni Ottanta - in cui s’iniziava questa sorta di rito macabro, via via sempre più distruttivo e furioso, e che riguarda un’epoca molto più che una sola città - sono stati per l’autore anni importanti, innanzitutto per il suo impegno nel mondo dell’editoria.

La storia di una casa editrice ha sempre molto a che fare col luogo in cui nasce e in cui vive: Bernardi è stato - a Bologna - l’editore de “L’isola trovata” e dell’intraprendente e avventurosa “Granata Press”. Alla storia di “Granata Press” un altro editore - MobyDick - ha dedicato una pubblicazione (Granata Press. Sulle tracce di una casa editrice, a cura di Lucia Babina, testi di Luigi Bernardi, interventi di Pino Cacucci e Carlo Lucarelli), che recita in quarta: "Pubblicava indistintamente romanzi di Lucarelli, Fois, Cacucci e Ferrandino, fumetti giapponesi, libri sul cinema italiano di serie B...". Da questo s’intende che Bernardi fosse di qualche anno in vantaggio sui tempi.

“Macchie di rosso” sporcano piazza Verdi, la stazione - “ground zero bolognese” -, l’appartamentino di via del Riccio, il Pilastro... La storia, appassionata e dolente, finisce - senza finire - nel disincanto: perché l’autore rifiuta tenacemente l’idea che Bologna sia una “città dei misteri”, riconosce piuttosto, dentro il processo che l’ha trasformata, il disegno della paura. Tantissimi sono i personaggi di questo racconto, spesso gli scrittori e gli intellettuali che hanno diviso questa stessa storia. Un libro amaro, lucido, in alcuni brani francamente commosso, che si chiude semplicemente sull’immagine di una ragazza che legge un libro, per strada, e che nulla riesce a distrarre.

L'incipit del volume
A Bologna, per fare un buon piatto di tortellini, bisogna ammazzare tre animali diversi: un maiale per il ripieno, una gallina e un manzo per il brodo. Sua maestà tortellino, come a volte lo chiamano qui, chiede il suo tributo di sangue. Lo chiede e sa ottenerlo. Comincia dunque in macelleria una delle glorie massime di questa città. Il fatto che l'attuale sindaco di Bologna, Giorgio Guazzaloca, abbia imparato a conoscere i suoi concittadini proprio da dietro il banco di una macelleria può essere solo una curiosa coincidenza. Ma non ne sarei troppo sicuro: nessuno più di un macellaio sa ammansire il gusto grasso dei bolognesi. (...) Il 12 giugno 1983, per ammazzare Francesca Alinovi, il suo assassino le ha cacciato quarantasette pugnalate in corpo.

 
 
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l'autore
Luigi Bernardii
(Ozzano nell'Emilia, Bologna, 1953 / Bologna, 2013)

Scrittore, giornalista, traduttore e consulente editoriale, ha vissuto e lavorato a Bologna, città di cui ha raccontato storie e memoria proprio in questo Macchie di rosso (Zona, 2002). Ha creato e diretto case editrici, riviste, collane di libri e fumetti. Ha scritto alcuni libri sui rapporti fra crimine e contemporaneità: A sangue caldo (DeriveApprodi, 2001), Pallottole vaganti (DeriveApprodi, 2002), Il male stanco (Zona, 2003). Suoi racconti sono in varie antologie, fra cui: In fondo al nero (Mondadori, 2003), Duri a morire (Flaccovio, 2003), Lama e trama 1, 2 e 3 (Zona, 2004-2006), Le ombre della città (Mondadori, 2005), Caffè Killer (Morganti, 2006). Come narratore ha pubblicato un libro per ragazzi, raccolte di racconti, i romanzi della trilogia criminale Atlante freddo (Vittima facile, Rosa piccola, Musica finita, Zona, 2003-2005), oggi raccolti in unico volume, e vari romanzi con diverse case editrici.  
 
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