C’eravamo solo noi
alla porta dell’anima
in quel momento,
davanti una strada di parole,
dietro mondi persi per sempre.
§
"Questa è la storia di Tommaso, un uomo maturo nell’età ma acerbo e adolescente negli affetti e nei modi di vita, scontento di sé ma incline all’autoassoluzione, che per la prima volta scopre la sua vita e la prende tra le mani attraverso l’esperienza della morte [...] e l’esperienza ugualmente fatale, a un passo dalla morte, dell’amore.
Ma [questa] non è solo la storia di Tommaso. Il raccontare di Ubaldo Sagripanti, veloce e flessibile, costruisce con lingua sensuosa e sensuale una sorta di saga famigliare in cui la famiglia è costituita dall’amicizia, dal sesso, dall’amore, [...] da una moto, una Gilera bianca, nobile attante e testimone delle diverse età della vita di due amici, e dalla voce – la voce umana, [...] che provata e scoperta nel canto d’arte lirica (quasi a caso come spesso accade per ciò che senza intenzione si scopre) apre porte alla conoscenza e all’ autoconoscenza.
Su tutto, [...] le acque marine ricettacolo immenso di vite e di morti reali e sognate e possibili e soprattutto trasmutabili."
(dalla introduzione di Rubina Giorgi)
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