"Il fiume rappresenta l’unico modello di società sostenibile all’interno del disordine mondiale globalizzato, una nuova età dell’oro tra il liquame che scorre verdognolo e impassibile. In questo luogo avviene una rara alchimia, la merda scesa giù dalle fogne si trasforma in oro, o nel migliore dei casi, in pane e vino. Non c’è una moneta, è scomparsa la vecchia Lira italica ma non è ancora giunto l’Euro, il sistema economico ufficiale è il baratto, lo “scambio di necessità” lo chiamano, lungo il fiume si può trovare qualsiasi merce o servizio, ma è difficile comprare, i soldi si guadagnano Fuori Sponda, e vengono accumulati o spesi Fuori Sponda, “Fuori Sponda” significa nell’altro spazio, nell’altra dimensione, nella città, nella campagna, nel mondo che non fiumeggia, ma ristagna...".
Un ragazzo si sveglia lungo le sponde del Tevere. Da lì inizia il suo percorso a ritroso verso le sorgenti del fiume.
Tra villaggi segreti, fortificazioni, castelli diroccati e reperti d’archeologia industriale, il nostro protagonista incontrerà ogni genere di personaggi: fiumaroli, stregoni, filosofi, pirati daiacchi, discepoli di alcuni culti mitraici, ninfe, discendenti di personaggi storici, come il terribile capo della “Setta degli assassini”, Hasan i Sabah, o il pittore Arnold Bocklin.
Un viaggio iniziatico tra le rovine della modernità.
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