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| il libro / saggio |
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Una lettura trasversale dei romanzi
della scrittrice belga diventata ormai
autrice di culto. Un saggio giocato a metà
tra sociologia del romanzo e critica letteraria
ma anche tra antropologia filosofica e psicoanalisi, congegnato allo scopo di trovare un’equivalenza
tra lo stile minimalista in letteratura e l’estetica anoressica nella vita. Una specie di giallo
psicologico che indaga i testi
come fossero le tracce indiziarie
o il luogo sintomatico di quel narcisismo
di morte che, presentato come l’ultima posta
del desiderabile, si risolve nel desiderio
di non voler più niente desiderare.
Se «uno scrittore-assassino si dichiara apertamente» è evidentemente perché vuole essere scoperto. La stessa cosa fa Amélie Nothomb che, a partire dal suo romanzo d’esordio, vive l’impellente esigenza di venire alla ribalta letteraria.
I romanzi della scrittrice sono infatti costellati di tracce che mettono sulla pista del sospetto e autorizzano una lettura che, dopo aver fatto venire alla luce il reo confesso – la stessa autrice implicata in quanto complice, vittima e carnefice allo stesso tempo – ci restituisce la serie di «tentativi metaforici di assassinio» come prova indiziaria di una requisitoria il cui movente essenziale sta sì nell’igiene mentale ma anche nel ricatto d’amore quale movente ulteriore del delitto grazie a cui ammaliare. Se fin qui nessuno è stato «abbastanza furbo da rendersene conto» è forse perché «spetta al lettore avere un ano per farsi fottere». La stessa critica sembra non aver investigato abbastanza e ha continuato a ignorare quanto invece avrebbe dovuto capire.
Questo libro si presenta alla maniera di un giallo psicologico che ha per oggetto i romanzi e per soggetto il desiderio di cui questi sono il riflesso speculare; ma un desiderio a cui fa da contralto la seduzione, ispirata al principio del Male e a una logica fatale. |
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| l'autore |
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Domenico Treccozzi |
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Domenico Treccozzi è nato
il 2 marzo 1971 e vive a Roma. Amélie Nothomb o il corpo espiatorio è il suo primo libro. |
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