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ZONA presenta,
dal 13 novembre 2009 in libreria
ANTENNA PROIBITA La storia di Europa7 e
altre ferite alla libera informazione di
Pierluigi Vito (ZONA - pp. 160 - euro 15)
collana "Storie vere", diretta da Silvia Tessitore |
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In libreria dal 13 novembre 2009,
"Antenna Proibita. La storia di Europa7 e altre ferite alla
libera informazione" di Pierluigi Vito (ZONA, pp. 160, Euro
15) racconta la storia della tv che doveva esistere -
perché nel 1999 vinse la gara per l'assegnazione delle frequenze -
ma che dieci anni di illegalità hanno fatto in modo che non
esistesse. Perché Retequattro non finisse sul satellite, in buona
sostanza, così perdendo la montagna di ascolti garantiti dalla
capillare copertura analogica di Mediaset, azienda "eccedente"
rispetto a qualsiasi parametro antitrust: la storia è per lo più
nota in questi termini. E ora che si passa al digitale terrestre,
ora che la Rai ha dismesso il contratto con Sky e si consorzia con
Mediaset e La7 per la nuova piattaforma satellitare
TivùSat, che succede a Europa7 e a tutto il sistema televisivo
italiano? Anche qui non mancano sorprese, o meglio
notizie variamente "silenziate" di cui poche testate si sono
occupate. |
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I protagonisti di questo reportage sono:
l'imprenditore Francesco Di Stefano, editore di Europa7;
il giornalista radiofonico pugliese Alessio Dipalo,
premio Peppino Impastato 2009, che fruga dappertutto e ultimamente in
faccende di rifiuti; "l'impiccione" friulano Alessandro
Metz, ex consigliere regionale dei Verdi che nel 2006 si trovò a
dover acquistare una pagina del Piccolo di Trieste perché si
parlasse della morte del giovane Riccardo Rasman; il blogger e giornalista
calabrese Antonino Monteleone, al quale è stato comminato
"in via preventiva" l'oscuramento del sito e il divieto di esercizio della
professione per sei mesi, mentre il procedimento che lo vedeva imputato
per diffamazione era ancora in corso; il milanese Marco Di Gregorio, prima
giornalista - corrispondente dagli Usa e da Parigi, poi al TG4
di Emilio Fede - in seguito imprenditore dell'informazione, che dopo una
burrascosa esperienza con SeiMilano ha scelto il web con c6.tv.
Sono personaggi diversi con storie diverse, ma
tutti partecipano a una battaglia durissima e senza esclusione
di colpi: quella per la libera informazione in Italia, il paese che
l'organizzazione americana Freedom House (impegnata da
oltre settant'anni su questo fronte), nella sua classifica internazionale
del 2009, colloca al 73° posto nel mondo, ultima tra le
democrazie occidentali, e cioè tra gli stati
"semi-liberi". A pari merito con Tonga, minuscolo stato
insulare dell'Oceania, tra Fiji e Samoa, di soli centomila abitanti e 750
chilometri quadrati, dove ogni genere d'attività è nelle mani del
monarca George Tupou V e della sua famiglia, e dove la
corruzione è assai diffusa.
L'autore, il giornalista
televisivo Pierluigi Vito, raccoglie dalla viva voce dei
protagonisti storie di soprusi, intimidazioni, leggi fatte e disfatte a
beneficio del potente o dello strapotente di turno, sentenze
sfacciatamente disattese o cucite sul caso. E il parere - sulla cosiddetta
anomalia italiana - della Commissaria Europa per le
Comunicazioni, Viviane Reding. Il quadro che ne
emerge - tutt'altro che confortante - riannoda fili e circostanze che
vengono da lontano, e di cui il presente è forse solo il più macroscopico
degli esiti. L'intento, dichiarato dall'autore, è un doveroso tributo
all'articolo 21 della Costituzione, ma anche alla
Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, che
all'articolo 19 recita testualmente: "Ogni individuo ha diritto alla
libertà di opinione e di espressione incluso il diritto di non essere
molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e
diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a
frontiere". |
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LA COLLANA "STORIE VERE"
Una nuova collana per mettere le mani nel nostro presente, nelle questioni che più ci appassionano
e ci dividono. Si tratta di reportage, quindi di fatti e di esperienze vere, raccontati da persone
in carne e ossa che spesso non trovano spazio sui media per le proprie storie e le proprie battaglie.
Un piccolo contributo alle verità che si tacciono o si dimenticano. Il prossimo titolo, in libreria
a marzo 2010, sarà un viaggio nelle case di coppie omosessuali che hanno costruito intorno
al loro legame progetti di vita stabili e duraturi, “non riconosciuti” da chi crede che solo
il matrimonio possa sancire un reciproco impegno d’amore, solidarietà, responsabilità.
Dirige la collana Silvia Tessitore, giornalista e direttore editoriale di ZONA. |
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